Chi siamo

Switch On è un’associazione culturale nata nel 2012. Tramite il blog, i concorsi e gli eventi offre spazi di espressione e di confronto, mettendo in dialogo artisti e pubblico.

I canali attraverso cui operiamo sono:


switchon.blog, il nostro blog

Facciamo cose, vediamo gente, leggiamo libri.
Seriamente, siamo persone curiose: ci piace leggere riviste, libri e fumetti, andare ai concerti, ai festival, nei musei e - perché no, scoprire nuovi talenti. Vi raccontiamo di tutto questo sul nostro blog.

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Artico, il nostro festival annuale

Ogni anno raccogliamo le migliori esperienze incontrate incontrate durante l'anno, a livello di concerti ma non solo, proponendole in un unico grande festival. Musica, fumetto, letteratura, arti figurative, teatro e cinema: a ciascuna disciplina viene dedicato il suo spazio.

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Gli eventi e le altre attività

Tante sono le attività organizzate nel corso dell’anno: mostre, concerti, rassegne, workshop, reading… realizziamo la maggior parte dei nostri eventi tra Bra e Torino, dove Switch on ha le sue due sedi. Ma ci piace moltissimo essere coinvolti in altri festival e iniziative portando il nostro contributo, facendo rete con le altre associazioni e mescolando le nostre esperienze.

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La storia


Gli inizi. Così, con un tocco drammatico, amavamo raccontarci agli inizi della nostra attività associativa, nel lontano 2012:

Uno spettro s'aggira per l'Europa, lo spettro dello spread. Tagli alle stagioni teatrali, tagli al cinema, il mondo dell'arte e della musica sono ugualmente in ristrettezze. Nonostante recenti ricerche economiche affermino la convenienza di investimenti in intrattenimento culturale, risultano sempre più povere le occasioni di imbattersi in esibizioni di un certo tipo, oltre che di qualità.

Una notte del maggio 2011 un allora laureando in informatica ed un diplomando in conservatorio riflettevano che sarebbe più facile e bello essere giovani se ci fossero maggiori occasioni di portare arte e musica nelle proprie vite. Un buon concerto è una delle migliori alternative esistenti al sedersi in un pub con una "media" in mano e il Niente da fare.

Ma le loro voci furono ignorate dai governanti e, complice la crisi, la birra divenne piccola, mentre di concerti e mostre se ne vedono sempre meno. Gli spettacoli teatrali continuarono ma gli organizzatori, costretti ad aumentare a dismisura i prezzi di ingresso, non fecero altro che allontanare le nuove generazioni.

I baldi giovani decisero che le cose dovevano cambiare e così si dissero: l'unica cosa da fare è investire su chi ama l'arte e la fa a dispetto delle mode e delle logiche di mercato. Se non vogliamo morire di buone intenzioni e disponibili ad i soli capricci di quella o quell'altra major o sponsor dobbiamo inventarci qualcosa. Nasceva così il progetto Switch On.

Com’è proseguita? Da quella notte di maggio a oggi, lo spirito è rimasto lo stesso, ma diverse cose sono cambiate. Moltissime persone hanno aderito e si sono riconosciute nel progetto di Switch On, facendo sì che il nostro gruppo crescesse non soltanto in termini di iscritti, ma anche dal punto di vista qualitativo, con sempre più associati che hanno deciso di portare le loro competenza, la loro passione e la loro professionalità all’interno del progetto. A partire dal 2015 abbiamo espanso anche i nostri confini geografici, dando vita alla sezione distaccata di Torino.

Nel 2019, insieme a un restyling del sito, ci siamo regalati un nuovo nome: Switch on, semplicemente...

Com’è finita? Per ora non è dato sapere. Il piano è quello di diventare ricchissimi e famosi occupandoci di arte indipendente, cosa che non ci è ancora riuscita del tutto, ma ci stiamo lavorando.