La notte comincia piano - DANIELE TITTA

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La notte comincia piano - DANIELE TITTA

Titolo: La notte comincia piano

Autore: Daniele Titta

Editore: CasaSirio

 Anno: 2019

Sette racconti. Sette storie dal sapore domestico. Come quei segreti di famiglia che tutti sanno, ma che nessuno vuole rievocare per paura di rompere i già precari equilibri.

Nella sua seconda raccolta di racconti - edita da CasaSirio - Daniele Titta ci propone una matassa di eventi tratti dalla vita di tutti i giorni - ordinaria, a tratti provinciale - nella quale fa capolino in ogni episodio, senza squilli di tromba, un elemento disturbante, fantastico, fuori dalla realtà. A volte il lettore viene accompagnato per mano per scoprirlo piano piano, oppure se lo ritrova davanti come un dato di fatto, ma per nulla stonato. In parallelo a ciò, il termine della lettura di ogni racconto, ci lascia un retrogusto amaro, ben ancorato invece alla realtà, alla normale condizione umana, costringendo lo stomaco a un piccolo balzo. Si crea così un raffinato equilibrio tra reale e surreale, che costituisce secondo il mio parere il vero coloredella raccolta.

Ho sempre avuto difficoltà a portare nella memoria una raccolta di racconti: corro il rischio di mischiarli, di confondere i protagonisti, le trame, i colpi di scena. A differenza di un romanzo, che ha la presunzione intrinseca di durare e farsi riconoscere, nella mia testa una raccolta di racconti è più effimera. Si concentra nel creare emozioni nell’immediato, è fuori discussione, ma a un certo punto, trascende il momento narrativo per arrivare ad altro. Tanto che a volte si crea un mood ben distinguibile che accompagna il lettore. Ed è questo forse il lascito maggiore. In questo gioco, i racconti me li immagino in conflitto perpetuo tra di loro, lottare per la supremazia del ricordo, per associare al titolo la propria vicenda. In questo caso, i sette racconti di Titta, me li vedo sfidarsi in un apocalittico torneo di scacchi. Placidi e implacabili, come la scrittura che li accomuna. Osservo “Il mare di spighe” giocare di gambetto, sacrificando pezzi secondari con lo sguardo fisso alle mosse future.  La “Sirena”, che gioca un arrocco tardivo, costringendosi a una partita di attesa. “Una questione di tempo” la vedo tentare un’apertura audace e condurre una partita spregiudicata, al limite della follia. “Benedici i resti” apre con il barbiere, libera gli alfieri, prepara le torri, ma finisce per subire uno scacco matto dalla combinazione di pedone e regina avversari. “Quei pomeriggi a Villa Pamphilj” imposta la sua partita su una classica difesa siciliana, caratterizzandola però a sorpresa con la regina in b6. “Guardando al futuro con ottimismo” gioca invece un incontro straniante, in cui l’avversario ogni volta crede di aver individuata la sua strategia da cui difendersi, ma in ogni occasione deve ricredersi. “La notte comincia piano”, che muove con il nero, passa tutto il tempo a rispondere un po’ in affanno alle mosse del rivale, e grazie a una buona dose di esperienza riesce a non perdere, costringendo il bianco a una patta.

Il primo giro di scontri se lo aggiudica nella mia mente Il mare di spighe, il primo racconto. Per il prosieguo del conflitto, vedremo.



Gabriele Cesana Gabriele Cesana